La Scintilla era un monolite di mattoni rossi che sorgeva in mezzo alla campagna modenese. Per arrivarci dovevi lasciarti alle spalle una grigia zona industriale, quindi imboccavi una breve strada ghiaiata e superavi uno di quegli inutili passaggi a livello con le stanghe a metà carreggiata, che sembravano dire: abbassa il finestrino, se non senti il rumore del treno puoi passare. La Scintilla era un centro sociale anarchico, chi l’occupava si vantava di aver dato alle fiamme alcuni sacchi di schede elettorali e di sostenere tesi antispeciste. A noi non fregava un cazzo. Per noi, a metà degli anni Novanta, la Scintilla era quel posto dove avevano suonato, tra gli altri, i Pennywise. A noi bastava questo.

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